Osservare la realtà con occhi diversi dal solito, perdersi dietro ogni minimo particolare, rielaborarlo e farlo proprio.
Ecco finalmente il post sul viaggio di quest'estate. E' l'articolo che ho scritto per il prossimo numero di Dialogos (http://www.corleonedialogos.it/).
“FORZA E CORAGGIO! FORZA NELLE GAMBE, CORAGGIO PER TUTTO IL RESTO”
Solamente con questa frase potrei cominciare il racconto del nostro viaggio.
Che si prenda come una battuta, una profezia o un incoraggiamento poco importa. Più passavano i giorni, più mi rendevo conto che il vecchietto che ci ha rivolto quelle parole, aveva ragione.
Ci ha rivelato l’unica “verità” del nostro pellegrinaggio, standosene tranquillamente seduto su una panchina poco fuori il paese di San Gimignano, in Provincia di Siena.
Il fatto curioso è che abbiamo trovato questo signore durante il primo giorno di cammino: il primo di quattordici, in cui abbiamo percorso a piedi circa
Partenza , sabato 16 agosto da Gambassi Terme, in Provincia di Firenze, muniti di zainoni e tanto entusiasmo. Così, la curiosità e la meraviglia ci hanno fatto “volare” lungo le colline senesi, tra viti ed olivi, lungo i monti Cimini e i noccioleti, lungo le rive dei laghi laziali; immersi spesso e volentieri in un silenzio meraviglioso, lontano dallo smog e dalle rumorose città.
Andavamo avanti con la certezza (forse l’unica che avevamo) di star facendo qualcosa di insolito. Quando parlavamo dell’idea di fare un pellegrinaggio ai nostri amici, spesso erano perplessi. Ci sentivamo rispondere, dopo qualche secondo di silenzio: “Ma mi stai prendendo in giro?!”
Eravamo molto divertiti dalle varie reazioni e l’idea di quello che potevamo vedere e degli incontri che avremmo potuto fare cominciava ad affascinarci sempre di più.
Forse a questo punto vi starete chiedendo che cosa sia
Continuo invece a raccontarvi del nostro viaggio: generalmente partivamo la mattina molto presto, in modo da sfruttare le ore più fresche della giornata. Camminavamo, visitavamo i posti che incontravamo per strada, facendo una breve pausa dopo pranzo, per poi ripartire alla volta del luogo che dovevamo raggiungere. In ogni posto-tappa erano presenti varie strutture ricettive, che potevano offrire un letto per la nottata. Spesso queste strutture erano gestite dalla parrocchia del paese: alcune offrivano anche la cena, il tutto in cambio di una piccola (volontaria) offerta libera.
Nel nostro caso, avevamo anche una tenda in modo che, se per qualche motivo non fossimo stati capaci di raggiungere il posto-tappa, avremo potuto dormire all’aperto. Può sempre capitare di perdersi, di voler visitare più a lungo i paesini incontrati, di essere troppo stanchi o semplicemente di voler rilassarsi, visto che si è in vacanza, senza fare le corse per arrivare nel posto prestabilito.
Con l’andar dei giorni però ci rendevamo conto che era molto gratificante, dopo una camminata di 25/30km, trovare qualcuno che ci accogliesse, scambiandoci quattro chiacchiere e usufruendo di una doccia e di un comodo letto. Respiravamo uno spirito di condivisione e di ospitalità che ci ha sorpreso. Non importava se il pellegrinaggio veniva fatto per motivi spirituali o solamente culturali (come nel nostro caso); ciò che per loro era fondamentale è che tu eri un pellegrino, avevi tanti chilometri sulle gambe ed eri stanco. Era anche un’opportunità per ritrovare i pellegrini con cui avevamo dormito la notte prima, così da poter parlare del percorso fatto, delle difficoltà, mangiando magari qualcosa insieme e raccontandoci il perché di quel pellegrinaggio.
Siamo rimasti molto sorpresi (e talvolta commossi) dalla sensibilità e dalla generosità della popolazione del posto. Spesso si deve essere pronti, in un viaggio del genere, a chiedere acqua, un pezzo di pane, informazioni. Sono cose importantissime che in questo caso non hanno prezzo.
Con i soldi non ci facevamo proprio niente, visto che eravamo in mezzo al nulla, lontani da un qualsiasi supermercato, bar o alimentari. Tutto dipende dalla fiducia che le persone hanno verso l’Altro, nella loro volontà di aprirti o meno la porta di casa loro.
Sono tutti questi fattori (le strutture delle parrocchie, le Case del Pellegrino, gli abitanti del posto) che ci hanno permesso di fare questo viaggio, durante il quale abbiamo imparato ad apprezzare il vento che soffiava leggero a portare via un po’ di caldo, le nuvole passeggere che ci permettevano di camminare anche nelle prime ore del pomeriggio, i torrenti nei boschi dov’era possibile fare i bagno per riprendersi dalla stanchezza.
Spesso dico che abbiamo attraversato il Tempo in direzione Sud.
Camminando, infatti, abbiamo visto le more che diventavano nere, le pere maturare e i primi fichi dolci. Abbiamo percorso strade asfaltate, sterrate, boschi e tratturi, visitando grandi città, piccoli paesi medievali e borghi abbandonati; siamo entrati in chiese grandiose, in stile barocco, pievi romaniche di un'intimità meravigliosa, chiese abbandonate ormai da anni, adesso recuperate da qualche gruppo di pellegrini... di quelle semplici semplici, umili prima che maestose, di gran lunga più vicine all'animo dei credenti che alla ricchezza del Vaticano.
Abbiamo sentito dialetti diversi che cambiavano ogni 20 km.
Abbiamo sperimentato quella diversità che- pur nel suo piccolo- è straordinaria. Mi riferisco a quelle bellezze e sfumature che possiamo osservare, girando l’angolo; per farlo però bisogna andare a piedi, scoprendo questo vasto mondo in cui viviamo, lentamente, passo dopo passo.
Un saluto a tutti quanti!
Non sono qua per raccontarvi del viaggio lungo
Intanto però vi racconto di un altro viaggio. Il termine magari può sembrare inappropriato, visto che si è trattato di una sola giornata... sarebbe meglio parlare di gita, girata ecc ecc, ma credo che per quello che è significato per me si possa parlare di un vero e proprio viaggio.
Non so se avete mai sentito parlare della Valle di Orsigna... è abbastanza conosciuta perchè è il posto in cui Tiziano Terzani ha passato gli ultimi anni della sua vita. Si trova nella Provincia di Pistoia; ci si arriva praticamente solo a piedi dalla stazione di Pracchia (ci sono anche delle corriere, ma ad orari un po' improponibili).
Mi risulta impossibile descrivere
E poi c’era quella sensazione che ci ha accompagnato per tutta la giornata.. ci sentivamo osservate.
Avevate mai sentito dire che gli alberi hanno gli occhi? Se non ci credete, andare a vedere!
Ovviamente tutto ciò è stato possibile anche (e soprattutto) grazie alla persona che era insieme a me, che mi ha insegnato ad accendere il fuoco, a lavorare le pietre arenarie, a guardare in modo diverso ciò che mi circonda. Non è un caso che in questo post abbia usato il plurale; so che ciò di cui ho parlato fa parte di quel nostro “comune sentire”, di quella “sana follia”.

FACCIAMO BRECCIA, coordinamento promotore della Manifestazione Nazionale “NO VAT!” di sabato 09 febbraio a Roma
Il rinnovato attacco di questi giorni da parte della gerarchie cattoliche e dei loro lacchè all’autodeterminazione delle donne rende ancora più urgente
Tutte/i in piazza contro ogni integralismo e fondamentalismo, contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti, per l’autodeterminazione delle donne, per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay, per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano (in primis legge 40), per sistema sanitario e istruzione pubblici e laici, per l’abolizione del Concordato e dei privilegi derivati (esenzione ICI, otto per mille) difesi a oltranza dai due poli dello schieramento politico istituzionale.
Il corteo vedrà - dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia - uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all'autodeterminazione
Le adesioni, molto ampie, comprendono anzitutto realtà femministe e lesbiche, trans e gay, le realtà autorganizzate mobilitate anche in seguito alla contestazione per l’invito di Ratzinger alla Sapienza, vari centri sociali, l’area laica e anticlericale, sindacati di base, alcuni gruppi consigliari locali, alcuni media (tra cui Liberazione), altre realtà anche istituzionali e una folta rappresentanza da paesi esteri soprattutto di lingua spagnola (Spagna, Cile, Messico, Argentina), dove le pressioni vaticane per indirizzare le scelte politiche sono forti quanto in Italia.
A sottolineare l’internazionalizzazione della lotta, in concomitanza a NO VAT, Sabato 9 si terrà una manifestazione NO VAT a Londra che partirà dall’Istituto di Cultura Italiana fino all’Ambasciata.
www.facciamobreccia.org
Qualche consiglio musicale per trovare le "colonne sonore" che ci aiuteranno a far fronte a impacchettamenti, spacchettamenti, relax post pranzi/cene con parenti (serpenti?)...
Ivanoska http://www.myspace.com/ivanoska2731 Agli amici fiorentini sarà capitato di sentirli al Cpa o alla Flog. Nonostante lo ska non sia il mio genere preferito, loro mi piacciono tanto. Particolarmente consigliata "Sogni nel silenzio".
Vinagro www.vinagro.it Gruppo piemontese alla riscoperta delle radici della musica popolare siciliana. Nella sezione "disco" potete trovare parti di canzoni da scaricare.
Lou Dalfin www.loudalfin.it Gruppo che si propone di rivisitare la musica tradizionale occitana, al suono di ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto e flauti... Particolarmente consigliata "Occitania e basta".
Paolino Paperino Band http://www.myspace.com/paolinopaperinoband Gruppo thrash/punk/ska. Notevole l'"Extracomunitario" (la frase "Noi è fin dal dopoguerra che coltiviamo terra/ perchè non hanno fatto anche loro come noi?/ Bravo! Peccato che ci sia l deserto...").
Detto questo, buon ascolto e BUON NATALE!!!
"Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l'isola che non c'è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!"
"E allora continuiamo su questa strada ragazzi...Non abbiamo altra scelta" P.S. @ Amnesty
"Quando i politici dicono che lo Stato uccide i condannati in nome di tutti noi, io dico: NON IN MIO NOME."
Ginger Gauger-Blossom
"Josef K. è alla vigilia del suo trentunesimo compleanno. Due signori si presentano a casa sua e lo portano via. Josef K. capisce che loro hanno il compito di eseguire la sentenza emessa dal tribunale e li segue. Lo prendono sottobraccio e tutti e tre insieme vanno in giro fino a quando arrivano in una casa vicino alla quale c'è una cava di pietra. Durante il percorso Josef K. cerca dapprima di fare qualche resistenza per gustare ancora l'ultima parvenza della vita. Ma si rende conto che è inutile opporre resistenza e così, docilmente, si dirige al luogo designato. Raggiunto il posto e adagiato Josef K. , uno dei due signori estrasse un coltello da macellaio. Josef K. dà l'ultima occhiata verso l'alto, dove vede un uomo che si stava sporgendo da una finestra e si chiede se vi sia ancora una sepranza, un appiglio. Ma mentre ripercorre la storia di ingiustizia che l'ha portato dove ora si trova sulla gola si posano le mani di uno dei signori, mentre la'ltro gli pianta il coltello nel cuore. Con gli occhi che si velano, K. può vedere ancora, vicino al suo viso, i signori accostati guancia a guancia che osservano il momento decisivo e pronuncia le sue ultime parole: <<..."Come un cane!" disse, fu come se la verogna dovesse sopravvivergli.>>
Tratto da Franz Kafka
"La tortura più grande e più forte non sta nelle ferite, ma nel sapere con certezza che tra un'ora, poi tra dieci minuti, poi tra mezzo minuto, poi adesso, ecco, in quell'istante, l'anima volerà via dal corpo e tu non esisterai più come uomo, e questo ormai con certezza; l'essenziale è questa certezza. Uccidere chi ha ucciso è una punizione incomparabilmente più grande del delitto. L’omicidio in base a sentenza è incomparabilmente più grande dell’omicidio del malfattore"
Tratto da Dostoevskij